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Mi chiamo Sebastiano ed ho 54 anni. Circa 4 anni fa mia moglie e le mie figlie hanno portato la luce a casa mia, ma io non ne volevo sapere. I primi tempi la cosa m’infastidiva molto e le ostacolavo, poi le ho lasciati libere di andare in chiesa; ma loro spingevano pure me ad andarci ed io rispondevo loro di lasciarmi stare. Dopo un anno ho cominciato ad avere dei disturbi ed ero arrivato a non potermi più muovere. Sono andato dal dottore che mi ha prescritto una risonanza. Sono andato all’ospedale, ma l’indomani mi chiamano nuovamente dall’ospedale perché dovevo ripetere la risonanza poiché il dottore non aveva visto bene. Dopo un paio di giorni sono andato a ritirare l’esito della risonanza, portandolo a casa, senza però leggerlo.
Mia moglie ha letto l’esito e di nascosto ha parlato col pastore che, tramite un dottore, mi ha fatto ricoverare poiché avevo metastasi al cervello; a me, però, avevano continuato a nasconderlo. Così in chiesa hanno incominciato a pregare per me. Due fratelli della chiesa mi venivano a trovare all’ospedale un giorno si e un giorno no e io non riuscivo a capire come mai venivano a trovarmi dato che io non ero convertito. Mia cognata pregava il Signore dicendo: Signore non togliere il padre alle mie nipoti. Nel frattempo si è scoperto che mio suocero aveva un tumore ai polmoni e lui diceva: Signore prendi me perché io la mia vita l’ho vissuta. Nel frattempo io ero stato guarito e i dottori non riuscivano a capire come non risultavano più queste metastasi al cervello, poiché soltanto Dio aveva potuto fare questo miracolo. Circa due mesi dopo mio suocero ci lasciò; era un uomo di fede, di bontà e di amore. Man mano la mia vita è cambiata in male, come se fossi stato maledetto, poiché andavo a peccare sempre di più, giorno dopo giorno. Ero cieco, nel buio più profondo, il nemico mi aveva circondato, non mi rendevo più conto di quello che facevo. Ho portato la mia casa quasi alla distruzione. Me ne vergogno a dirlo, ma ho distrutto la gioia di mia moglie e delle mie figlie, non ne ero degno di averle accanto. La notte non dormivo, ero sempre in lotta col nemico. Un pomeriggio, mentre ero sdraiato sul letto, ho visto il diavolo che mi diceva che era venuto a prendermi e io lottavo perché non volevo andare con lui e grazie a Dio Egli non l’ha permesso. Lo può testimoniare mia figlia che quel giorno era con me e ha visto ciò che mi stava accadendo. La mia vita è stata un inferno. Dio solo sa quanto soffro nel vedere la mia famiglia triste per colpa mia, per quello che ho fatto. Il pastore e sua moglie ci sono stati molto vicini. Quest’anno, nel mese di Febbraio, la volevo fare finita. In quel giorno verso le ore 13:00 mi squilla il telefonino, era mia moglie, ma io non rispondevo al telefono. Ad un tratto nella mia testa suona un campanello d’allarme e ho preso il telefonino come se mia moglie avesse capito ciò che stavo per fare. Arrivato a casa mia moglie, vedendomi turbato in viso, mi chiese cosa avessi e io le risposi che avevo mal di testa, ma lei non credette alle mie parole. L’8 marzo il pastore e sua moglie mi hanno aiutato ad aprire i miei occhi e il mio cuore a Gesù. Da quel giorno la mia vita è incominciata a cambiare. Non ho fatto prima la mia testimonianza perché non ne avevo il coraggio. Dopo 3 mesi che ho accettato Gesù nella mia vita ho sentito una voce dentro di me che mi diceva: cosa aspetti ancora a dare gloria al Padre? Finalmente il Signore mi ha dato la forza per poter testimoniare. Rendo grazie a Dio per come mi sta cambiando. Ringrazio il pastore e sua moglie per l’aiuto e l’affetto che mi hanno dato senza mai giudicarmi. Spero tanto che il Signore mi possa dare dei compiti per poterlo servire ancora di più. Anche se momentaneamente sono senza lavoro sono sicuro che al più presto il Signore mi darà la risposta che aspetto. Quindi quest’oggi voglio dire a tutti coloro che non hanno ancora accettato Gesù nella loro vita: non continuate a vivere nelle tenebre, ma cercate la luce del Signore. Dio vi benedica. Sebastiano Rapisarda
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