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Mi chiamo Nuccia, ho 33 anni, sono sposata e ho tre bambini. Vorrei farvi partecipi di come il Signore abbia iniziato a far parte della mia vita. Mi ricordo che avevo circa 8 anni quando piangevo per andare in chiesa con la mia nonna materna, che era membro di una chiesa evangelica. Crescendo, però, mi sono allontanata. A 18 anni mi sono sposata e a distanza di poco ho avuto due bambini. Una bella famiglia, con un marito che mi amava, ma sentivo un vuoto dentro.
A volte uscivamo con amici: tutti si divertivano tranne io, perché non era il divertimento che poteva riempire quel vuoto che c'era dentro me. UNn giorno decisi di iniziare a frequentare la chiesa cattolica del mio quartiere; volevo delle riposte che però non hanno saputo darmi. Quel senso di vuoto mi faceva star male anche con la mia famiglia. Un pomeriggio andai a fare una visita ad una mia zia che mi parlo di Gesù. Mi invitò in chiesa e accettai volentieri: fu un’ esperienza bellissima. Tornai a casa gioiosa , avevo aperto la porta del mio cuore a Gesù; solo lui poteva riempire quel vuoto. la mia vita si trasformò. Non ero più una sua creatura, potevo dire di essere diventata una sua figlia. Da quando ho conosciuto il Signore la mia speranza non si appoggia più alle cose che stanno davanti ai miei occhi. La fede che Dio mia ha donato mi aiuta a superare le esperienze che il mondo impone. Da quasi quattro anni il Signore fa parte della mia vita e Lui ha operato grandemente; mi ha modellata. Mi ha fatto vedere le meraviglie della sua grazia anche in un’altra circostanza. Mi ero convertita da circa tre mesi, stavo facendo una cura ormonale molto pesante e il dottore mi aveva consigliato di stare molto attenta a non avere delle gravidanze perché era molto rischioso,io ero molto sicura perché non avevo nessuna intenzione di avere un altro figlio. Mentre facevo la cura avevo una forte emorragia al naso; ho letto gli effetti collaterali delle medicine ed ho visto che causavano emorragie interne. Ho smesso subito la cura e ho ringraziato il Signore che non avuta l'emorragia interna. Continuavo a stare poco bene e il dottore mi fece fare degli accertamenti;mi disse che gli accertamenti andavano bene ma c’era un problema: aspettavo un bambino e quindi dovevo abortire perché il bambino avrebbe avuto delle malformazioni. Andando a casa ho pregato il Signore affinché mi aiutasse,sentii una voce dirmi “abbi fede”; andai a guardare la frase del calendario e c'era scritta la stessa frase “abbi fede ". Ne parlai con mio marito e gli dissi che avrei portato avanti la gravidanza. Il Signore mi custodì per tutti i nove mesi e mi donò una perla preziosa: Noemi. E ancora una volta non è venuto meno alla sua promessa. Cerchiamo Dio mentre lo si può trovare,invocatelo mentre è vicino( Is 55::6). Chiediamogli perdono per i nostri peccati e Gesù Cristo darà ad ognuno di noi la forza per essere la persona che desideriamo essere. Egli ci darà la libertà. Sorella Nuccia
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