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Girovagando nel mare di internet l’errante del web viene sempre più spesso coinvolto in sondaggi volti a conoscerne le preferenze ed a stilare le più disparate statistiche. Tra i tanti sondaggi, uno in particolare merita una seria riflessione in quanto rileva, purtroppo, la situazione venutasi a comporre a causa di “secoli di malgoverno”. Non parliamo di governo temporale, anche se nel panorama Cattolico-Romano esso è stato sempre alla base di ogni scelta, ma di governo delle anime, anime di persone il più delle volte in buona fede che, però, magari per pigrizia o per non conoscenza, ripongono la loro fiducia più negli uomini che in Dio. (cfr Gr 17:5-7).
Questo sondaggio è stato condotto dalla Swg per il settimanale Famiglia Cristiana che ha intervistato telefonicamente un campione nazionale di cattolici praticanti stabilendo che al 70 % degli intervistati è capitato di invocare l’aiuto di un santo. Fin qui rientriamo nella “normalità cattolica” (anche se di normalità ha solo il nome). Ciò che stupisce e fa riflettere è che di questi, il 31% si è rivolto a Padre Pio da Pietralcina, il 25% a Sant’Antonio da Padova, il 9% alla Madonna, il 7% a San Francesco d’Assisi, il 4% a Santa Rita e a San Giuseppe e soltanto il 2% al Signore Gesù. Sembra uno scherzo, ma non lo è. Ci sono sei creature che vengono viste come esempio di santità ed invocate per le richieste più disparate prima del Creatore di tutti. A commentare questo risultato è don Tonino Lasconi, autore di numerosi volumi sul rinnovamento della catechesi, secondo il quale non ci sarebbe da meravigliarsi poiché « il fatto che la Madonna e Gesù sono pochissimo invocati […] è il segno che i nostri cristiani sono ignorantissimi, dopo anni di catechesi e di ore di religione». Insomma, a sentire don Lasconi gli italiani sarebbero un popolo di “studenti indisciplinati” che dopo tante ore di insegnamento non hanno imparato nulla e rischiano di essere bocciati (per l’eternità). Ma si sa, però, che quando tutta la classe viene respinta la responsabilità può anche ricadere sugli insegnanti. Don Lasconi, però, rincara la dose e si mostra preoccupato da ciò che il sondaggio dice sui giovani: « chi invoca un santo è avanti nell’età. Ai bambini non parliamo più dell’Angelo custode e del santo patrono. Le processioni sono ormai roba da comitato parrocchiale. I santi aiutano a testimoniare la fede nella storia. […] Senza i santi la fede svanisce». Chiaro? Senza l’affidamento alle preghiere di un santo la fede svanisce. Secondo don Lasconi, quindi, senza i santi, il sacrificio di Cristo sulla croce, il suo sangue versato per l’umanità, questo gesto di infinito amore di Dio Padre, non basterebbe a mantenere salda la fede. È giusto a questo punto soffermarsi un attimo per analizzare l’insegnamento della chiesa romana alla luce delle Sacre Scritture. Innanzitutto, per la dottrina cattolica, chi sono i Santi? Secondo il catechismo di papa Pio X “Santi sono coloro che, praticando eroicamente le virtù secondo gl'insegnamenti e gli esempi di Gesù Cristo, meritarono special gloria in cielo e anche in terra, dove, per autorità della Chiesa, sono pubblicamente onorati e invocati”. In pratica, la chiesa cattolica esorta nel suo catechismo ad onorare ed invocare pubblicamente coloro che hanno servito il Signore con eroica virtù. Addirittura si aggiunge che “la loro intercessione è il più alto servizio che rendono al disegno di Dio” [1]. Ma la chiesa sa anche che queste sono solo dottrine contrarie alla Parola di Dio. La Parola ci insegna infatti che tutti i credenti in Cristo, sulla terra, sono chiamati Santi, quantunque non siano perfetti. Si diventa Santi (separati dal mondo e dal peccato ed appartati per il Signore) qui in terra con la conversione a Gesù Cristo e con l’ubbidienza a Lui. L’apostolo Paolo si rivolge ai credenti delle varie chiese formatesi dopo la resurrezione di Cristo chiamandoli santi: “Paolo, apostolo di Cristo Gesù per la volontà di Dio, e il fratello Timoteo, alla chiesa di Dio che è in Corinto, con tutti i santi che sono in tutta l'Acaia, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signor Gesù Cristo".(2Co 1:1-2); “Paolo e Timoteo, servitori di Cristo Gesù, a tutti i santi in Cristo Gesù che sono in Filippi” Fl 1:1; “Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, e il fratello Timoteo, ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colossi, grazia a voi e pace da Dio nostro Padre” (Col 1:1-2). Nella definizione data dal catechismo della Chiesa Cattolica i Santi intercedono per noi presso il Trono di Dio Padre. Ma la Bibbia ci dice ben altro e cioè che v'è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo (1Ti 2:5). È chiaro quindi che non è possibile per nessun altro, dopo la dipartita da questo mondo fare qualcosa per chi è in terra.Don Lasconi però lamenta il fatto che al giorno d’oggi “le processioni sono roba da comitato parrocchiale”, come per dire che le processioni con in testa una statua o una reliquia di un santo aiutino il cristiano nel suo cammino di fede e lo avvicinino a Dio. Innanzitutto bisogna precisare che l’Italia è uno dei paesi con il più alto numero di feste patronali per anno; feste che radunano milioni di persone che offrono fiori, cera, e che esprimono la loro devozione con riti a dir poco pagani come, solo per citarne uno, il percorrere la processione in ginocchio strisciando la lingua per terra. Il tutto sempre offerto a creature di Dio distintesi, si, per la loro fedeltà al Signore, ma pur sempre creature venerate con culto al pari, o più, del Creatore. “Essi che hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore che è benedetto in eterno. Amen” (Ro 1:25). Addirittura, a sostegno di quanto appena detto oggi interviene il sondaggio della Swg che non solo conferma questo, ma addirittura conferma che il culto ai santi supera del 98% il culto a Dio. È difatti un dato consequenziale che, se il 98% degli italiani non si rivolgono a Dio ma ai santi canonizzati per trovare risposta alle loro richieste, offriranno a loro e non al Creatore la loro venerazione. È altresì importante a questo punto precisare sulla distinzione del culto che troppo spesso la chiesa di Roma utilizza a giustificazione di quanto detto. Essa infatti distingue tra il culto di latria che spetta solo a Dio ed il culto di dulia che sarebbe riservato ai santi ed ai beati. Ovviamente, come tutte le altre invenzioni aggiuntesi alla dottrina originale anche questa distinzione non è contemplata nelle Sacre Scritture poiché il culto, in generale, è riservato a Dio solo: “Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto” (Mt 4:10). Gesù non disse: “… a lui solo rendi il culto di latria”, disse di offrire il culto a Dio proprio perché Gesù, il Figlio di Dio, la Parola scesa nel mondo, unico in tutto col Padre si era già espresso parecchi secoli prima dicendo “perché l’Eterno[…] è un Dio geloso” (De 4:24; Na 1:2; Es 20:5).Le scritture sono colme di ammonimenti di questo genere; certamente Dio, che vive l’eterno presente, sapeva già tutto di ciò che in questi ultimi tempi sta accadendo; e ci ammonisce nella lettera ai Colossesi (cap. 2 v. 8) dal guardarci dal non farci trarre in inganno con la filosofia secondo la tradizione degli uomini, secondo gli elementi del mondo e non secondo Cristo. Purtroppo, anche in presenza di questi campanellini d’allarme che un semplice sondaggio può far suonare, la chiesa romana non cambia direzione; è troppo radicata nella tradizione, nelle usanze, nel folclore da non riuscire a staccarsi da essi per riabbracciare ciò che gli apostoli ci lasciarono 2000 anni fa. Eppure, sempre in riferimento al culto dei santi, sono proprio essi, i santi, ed in particolare proprio l’apostolo Pietro, venerato e riconosciuto come primo papa dalla Chiesa Romana, al capitolo dieci degli Atti (v. 26) ad ammonirci ed indicarci che non è giusto “gettarsi ai piedi” di un uomo, anche se quest’uomo fosse Pietro, colui che ebbe la grazia di vivere tre anni con Cristo. Ed anche l’apostolo Paolo, in Atti 14:15 dice:[…] «Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo esseri umani con la vostra stessa natura e vi annunziamo la buona novella, affinché da queste cose vane vi convertiate al Dio vivente che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi.» Come si può appurare neanche i Santi sarebbero d’accordo a ciò che oggi la Chiesa permette, anzi propina, ai suoi fedeli; tutte queste novene ai santi, le messe in onore di un beato, le preghiere votive approvate dall’autorità ecclesiale e distribuite al termine di una celebrazione, i processi di beatificazione, i rotocalchi per discutere la veridicità delle stigmate di un santo: quanto tempo rubato alla predicazione dell’Evangelo, quante “non verità” mascherate da dottrine a cui neanche i preti credono più; quante anime si perdono per mancanza di conoscenza, credendo di essere nel giusto ed invece abbandonate a se stesse. Quanta gente crede che la sua preghiera debba essere indirizzata al Santo in modo che egli possa poi, intercedendo, farla esaudire da Dio Padre. Ma quale padre, quale Dio è, preferirebbe che il proprio figlio inviasse un messaggero a chiedergli un pane invece di andarci personalmente? E non possiamo certo dire che Dio non si faccia trovare da noi o che sia distante o addirittura impegnato in tante cose da dover demandare poteri speciali ai santi (anche queste sono pseudo-spiegazioni della Chiesa Romana a questo fenomeno). Molto spesso si giustifica questo dicendo che i santi, avendo vissuto una vita di virtù, riescano a far esaudire le preghiere dei devoti più rapidamente da Dio. In realtà Dio è stato chiaro in questo e ci ha dato il mediatore (e non un mediatore) (cfr 1Ti 2:5): ci ha dato Gesù nel quale è stato riposto il destino del mondo intero. Gesù stesso dice: chiunque chiede riceve (Mt 7:8); “ E tutte le cose che chiederete in preghiera, avendo fede, le otterrete” (Mt 21:22) Chiunque, non certo i santi canonizzati; significa che se hai accettato Cristo nella tua vita potrai rivolgerti direttamente a Lui e Lui ti esaudirà. Non hai bisogno di percorrere altre strade per ottenere risposta alle tue preghiere: hai la possibilità di parlare faccia a faccia con Gesù e Lui, se avrai fede, ti esaudirà. Ed inoltre Gesù stesso dice che “Se chiedete qualcosa nel mio nome, io la farò” (Gv 14:14). Nel suo nome, nel nome di Gesù, nel nome che è al di sopra di ogni altro nome (cfr Fl 2:9) Credo che non serva altro per capire che il Signore ci invita ad avere un rapporto personale con Lui; i santi sono i credenti che compiono la volontà di Dio e tutti coloro che hanno condotto una vita esemplare nell’amore di Cristo sono sicuramente degli esempi, ma non sono creature superiori con poteri soprannaturali; né tanto meno lo sono le loro effigi, i loro resti mortali ai quali molto spesso si da un’importanza magica, quasi superstiziosa. Se oggi i Santi sapessero ciò che si è fatto di loro e dei loro resti, delle feste di paese o addirittura delle consacrazioni di intere nazioni a qualcuno di loro piangerebbero amaramente dicendo: Essi hanno cambiato la verità di Dio in menzogna e hanno adorato e servito la creatura, al posto del Creatore che è benedetto in eterno. Amen” Luca Reina
Catechismo della Chiesa Cattolica – Compendio. Punto 564 Come Pietro entrava, Cornelio gli andò incontro, gli si gettò ai piedi e l'adorò. Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Alzati, sono anch'io un uomo». At 10:25-26 Il mio popolo perisce per mancanza di conoscenza. Poiché tu hai rifiutato la conoscenza, anch'io ti rifiuterò come mio sacerdote; poiché tu hai dimenticato la legge del tuo DIO, anch'io dimenticherò i tuoi figli. (Os 4:6) Perciò anche Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio delle creature (o cose) celesti, terrestri e sotterranee, e ogni lingua confessi che Gesù Cristo è il Signore, alla gloria di Dio Padre. (Filippesi 2:9-11)
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Un caro saluto, Angela