Accesso Utenti

Testimonianze

Un raggio di luce: testimonianza della sorella Giusi

Raggio di luceMi chiamo Giusi, sono una ragazza di 23 anni, sono sposata ed ho due figli: Antonino e Nicolas.
Nel dicembre del 2005, ad una persona a me molto cara, venne riscontrata una malattia molto grave che lo ha portato alla morte terrena e, purtroppo, solo dopo questo avvenimento feci un’altra scoperta ancor più grande: pregando per la guarigione fisica di questa persona acquisii fede in Dio, quel Dio che avevo sempre pensato di conoscere, ma che in realtà non avevo mai cercato né conosciuto. In quella circostanza ho capito quanto l’uomo sia piccolo senza la presenza di Dio e che se non c’è rimedio alla morte del corpo, ai peccati che conducono alla morte si, a quelli c’è rimedio. Le malattie non provengono da Dio, ma sono conseguenza del peccato del genere umano; c’è un modo per vincere tutto questo: Gesù Cristo “ perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore” (Romani 6.23). Di fronte ad una situazione del genere siamo impotenti, e l’unica arma che avevo era la preghiera.

Nel frattempo Dio continuava la sua opera; il fratello di quest’uomo era stato chiamato da Dio, colpito dal suo amore e dalla fede. Quando lo seppi fui titubante, non vedevo niente, era come se avessi le cataratte agli occhi. Passarono dei mesi, la chemioterapia non dava risultati e a quel punto non sapevo più cosa fare: Dio non mi esaudiva. Pretendevo che il Signore mi ascoltasse anche se non lo avevo mai cercato prima d’allora. Lo cercavo, ma nel modo sbagliato. Non sapevo più a quale santo rivolgermi, anche se non ho mai fatto voto a nessuno. Iniziai a pregare sant’Agata, poi mi diedero una rosa di santa Rita che dovevo conservare per sempre. La tenevo con cura, aspettando che quella rosa, ormai appassita, sbocciasse come segno di guarigione di quest’uomo; ovviamente non avvenne mai. Qualcuno mi consigliava il rosario della Madonna dello scoglio, altri dicevano di aspettare un miracolo da Madre Teresa di Calcutta, del vecchio papa e da altri (che riposino in pace), ma non li presi in considerazione. Poi andai da padre Pio per chiedere il miracolo, ma arrivata là vidi una brutta verità. Dietro tutta quella tradizione c’era una religione finalizzata al gran commercio; anche la sua tomba era ricoperta di soldi; uno choc per me. Fingevo di pregare davanti a mio marito e ad altre due zie poiché mi sembrava male, ma non riuscivo davvero a pregare. Comunque mi inginocchiai davanti ad un morto. “Non sono i morti che lodano l’Eterno, né alcuno di quelli che scendono nel luogo del silenzio” (Salmo 115.17). Lì ho capito che Dio non voleva questo né per me né per altri (lo disse anche quando gli israeliti, usciti dall’Egitto, con Mosè, fecero culto al vitello d’oro). Sono voluta andare via subito da lì e il mese dopo mi sono finalmente sposata davanti a Dio. Tra i regali di nozze il mio preferito fu la Bibbia (gli altri nemmeno li consideravo); me l’aveva regalata il prete e ne fui contenta perché non ne avevo una in casa: io mi affidavo a tutti in preghiera, ma non conoscevo la volontà di Dio che sta scritta nella Bibbia. La misi esposta come soprammobile in casa, in modo tale che chiunque l’avrebbe potuta vedere; ne ero fiera e senza saperlo, a casa mia, era entrato un raggio di luce. Dentro me una forza sovrannaturale mi spingeva a leggere il contenuto di quel libro e per quanto non volessi cedere a quella spinta non potei farne a meno perché era una forza più grande di me. Ho iniziato a leggere la Genesi (la creazione della terra), ma poi non sapevo cos’altro leggere. Cercavo la vita di Gesù, ma non sapevo neanche dove cercarla; provai ma inutilmente, il diavolo non voleva che mi avvicinassi alla verità e mi accecò la mente affinché non vedessi la luce di Dio “ il dio di questo mondo ha accecato le menti, affinché non risplenda loro la luce dell’evangelo della Gloria di Cristo, che è l’immagine di Dio” (2 Cor 4.4). Ho posato la Bibbia e per più di due mesi ho anche smesso di pregare, tanto, pensavo io, non serviva a nulla perché quella persona stava sempre peggio. Ma poi, nuovamente, la stessa forza sovrannaturale di prima, mi fece aprire la Bibbia e, non per caso ma per volere di Dio, in 1^ Timoteoi 2.5 lessi: “ Vi è infatti un solo Dio ed un solo mediatore tra Dio e gli uomini, Gesù Cristo uomo”. Lì capii che avevo sbagliato tutto. Non potevo trovare Dio e farmi trovare da Lui in quel modo. Nessun santo, ormai morto, poteva mediare per me  a Dio. Iniziai a pregare come non mai, ma mi mancava qualcosa perché non sempre capivo le Sacre Scritture: mi mancava lo Spirito Santo. Ne avevo sentito parlare, dicono che si ottenga dopo la cresima, ma non è vero perché io l’ho fatta e non l’ho sentito, come non lo hanno sentito tutti gli altri prima di me; l’ho ricevuto solo dopo essermi convertita all’evangelo di Gesù. Una sera mi trovavo a casa di quell’uomo e c’era suo fratello, colui che si era convertito; ad un tratto posò le sue mani sul mio capo e mi disse: “Credi nel Signore Gesù Cristo”? immobile risposi di si. “Allora prega per l’anima di mio fratello” mi disse. Dal momento in cui mi toccò il capo discese qualcosa che ancora non capivo, che non so spiegare a parole e che credo non si possa capire se non lo si è provato; mi sentivo strana, leggera, ed era come se quando camminavo i miei piedi non toccassero terra. Il Signore aveva bussato alla mia porta, ma attendeva una risposta “ Ecco, io sto alla porta e busso, se qualcuno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui, e cenerò con lui ed egli con me.” (Apocalisse 3.20). Quello che avevo provato, nei giorni successivi, mi sembrò immaginazione, ma non per caso un’altra sera mi trovai nuovamente a casa di quell’uomo e c’era anche il fratello, che mi confermò, senza che io glielo avessi chiesto, quello che era successo dentro di me. Iniziai un nuovo cammino per arrivare a Gesù, ma non fu facile; il diavolo si accaniva contro di me in tutti i modi e mi rendeva le giornate orribili comportandomi male anche con mio marito ed i miei figli che sono le persone che più amo dopo Dio. Ero nervosa, dentro me c’era un combattimento spirituale che durò ben quattro mesi “il nostro combattimento non è contro sangue e carne, ma contro i principati, contro le potestà, contro i dominatori del mondo di tenebre di questa età, contro gli spiriti malvagi nei luoghi celesti”. Non riuscivo più a pregare, ma poiché io non riuscivo a passare all’altra sponda Dio mi ha messo accanto mio marito che si è convertito prima di me e mi ha sostenuta nei momenti difficili; così ora, ringraziando Dio, viviamo insieme nella fede e nell’amore di Gesù. Il giorno che chiesi il battesimo, ancora una volta, mi sentivo nervosa, volevo scappare da tutto e da tutti tanto che mio marito mi portò nella quiete della montagna; non lo avevo programmato, ma quella sera in chiesa c’era la Santa Cena ed io ebbi un gran desiderio di parteciparvi, ma non lo feci per rispetto verso Dio; dopo, però, confessai il desiderio del battesimo che era forte dentro me e da allora tutti quei combattimenti spirituali sono finiti. Avevo risposto e avevo aperto la porta alla chiamata di Dio nostro Signore. Amen.
A chiunque legge questa testimonianza vorrei consigliare, come una sorella, di non opporsi mai al volere di Dio, ma di cercarlo e non solo nel momento del bisogno come ho fatto io. Dio ci ama, perché noi non dovremmo amare Lui? A volte si fa di tutto per ottenere quello che si vuole: perché tirarsi indietro alla chiamata dell‘Eterno nostro Dio?  Gesù è risorto e vuole farci partecipi della vita eterna; non rifiutiamola, è un’occasione: prendila al volo!

Sorella Giusi Trovato

  
 

 

  • 0 Catania 29-30 giugno 2012 (025)
  • Catania 29-30 giugno 2012 (3 4)
  • Catania 29-30 giugno 2012 (5)
  • Catania 29-30 giugno 2012 (8)
  • Catania 29-30 giugno 2012 (9)