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Testimonianze

Testimonianza del fratello Gino

 Anch’io voglio raccontare la mia testimonianza alla gente, a chi volesse conoscere il Signore sapendo quanto sia importante per noi la sua guida. Non ricordo le date ma la voglio raccontare perché a me, non mi spiego come, è cambiata la vita in positivo e nello spirito.
Quattro anni fa, per capodanno, mia madre mi disse che mio padre aveva sangue nelle urine; così io entrai nel panico; mio padre, conoscendomi, mi disse di  non preoccuparmi perché il dottore gli aveva detto di bere molto perché poteva essere un'infiammazione alle vie urinarie. Nello stesso periodo mia moglie entrò in una chiesa evangelica; entusiasta mi raccontò che il pastore della chiesa è un amico mio. Io, però, preso dallo stress del mio lavoro e dalla paura che avevo per la malattia di mio padre litigavo sempre con mia moglie perché non volevo andasse in chiesa. Mia moglie, con la sua pazienza, mi invitava a venire in chiesa, ma io, col mio orgoglio, dicevo che avevo altro a cui pensare. Una domenica vado ed assisto al culto.

Sempre col mio orgoglio dissi a mia moglie che, si, mi era piaciuto ma che comunque non m'interessava niente. Dentro di me era scattato qualcosa d'importante: mi era piaciuto il come spiegava la bibbia il pastore Enzo Reina (che poi è un grandissimo amico mio). Nel frattempo i dottori mi fanno capire che mio padre ha qualcosa di serio nella vescica; piansi molto, ma mia moglie pregava e mi diceva di stare tranquillo perché con la fede il Signore ci avrebbe aiutato. Io lavoravo e di nascosto piangevo; mia moglie pregava e mi diceva: “noi crediamo ai miracoli”. Nel frattempo mia moglie si battezzava e diventava una figlia di Dio; qualche giorno dopo mi chiamò l'urologo e mi disse che mio padre aveva un tumore che si chiama carcinoma alla vescica. Ero nelle nuvole. Andavo in  chiesa per far contenta mia moglie e nel frattempo operavano mio padre asportandogli la vescica. Al posto della vescica misero dei cateteri esterni per urinare che per me, conoscendo mio padre,  rappresentavano un handicap forte. Ma il dottore quel giorno mi disse: “devi ringraziare Dio; stai tranquillo tuo padre tornerà come prima”.
Pian piano dentro di me cambiava qualcosa senza che me ne accorgessi; non lo dico perché il Signore aveva salvato mio padre, ma perché io non so più che cosa vuol dire la bestemmia, eppure io ero un bestemmiatore, non so più che cosa vuol dire una brutta parola, ed io ne dicevo molte; cose che prima per me erano di prima importanza ora non le faccio più. Il peccato era per me una cosa normale, ma ora non riesco ad andare a lavorare senza la mia preghiera di ringraziamento verso nostro Signore Gesù.

Fratello Gino Scuto

  
 

 

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