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Testimonianze

Ho trovato un Padre speciale: testimonianza della sorella Maria

 Mi chiamo Maria e voglio raccontare la mia testimonianza affinché altre donne non facciano l'errore che ho commesso io. Sono una donna sposata e ho tre figli; tutto sommato il mio è un matrimonio tranquillo. Durante la mia vita matrimoniale ho avuto delle tribolazioni, come penso sia normale nella vita. Sono rimasta incinta a diciannove anni, solo dopo quattro mesi di matrimonio; a ventun'anni ho avuto un'altra gravidanza: posso dire che ho avuto due gemelli. Dopo un anno dal secondo figlio sono rimasta incinta e senza pensarci un attimo sono andata in ospedale a prenotarmi per l'aborto.

Dopo aver commesso questo peccato sono iniziate le liti con mio marito a causa di incomprensioni e di indifferenza, da parte sua, verso decisioni da prendere riguardo le continue gravidanze. Un giorno decisi di prendere la pillola anticoncezionale; assumendola incomincio a stare male; ne parlai con il mio medico il quale mi fa sapere che ho la pressione alta. Smetto di prendere la pillola e ho di nuovo l'ansia. Rimango ancora incinta e rifaccio lo stesso peccato e gli stessi errori di sempre. Tra me e mio marito non c'era ne comprensione ne dialogo: non c'era armonia nella nostra vita di coppia. Passano gli anni e all'età di trentanove anni, dopo dieci anni e mezzo dall'ultimo figlio rimasi, ancora una volta, incinta; non so cosa mi passava per la testa, ogni sorta di pensieri e preoccupazioni; lo comunicai a mio marito e lui, pur lasciandomi apparentemente libera di tenerlo o no, mi fece le sue brave raccomandazioni dicendomi: "ricordati che hai una certa età e potrebbe essere pericoloso portare avanti una gravidanza". Dopo due giorni chiamo mio marito e gli comunico che avevo preso la mia decisione e che, quindi, dovevamo dire ai nostri figli che avevo pensato di tenere il bambino. Dopo aver detto questo a mio marito mi sono sentita felice. In quel periodo lavoravo presso una signora anziana, alla quale comunicai che avrei continuato a lavorare fino a quando le mie condizioni me l'avrebbero consentito.  Arrivata al quarto mese di gravidanza il medico mi prenota per l'amniocentesi; do il mio consenso firmando la liberatoria. Dopo di ciò il medico mi raccomandò di riposare per due giorni. Dopo una settimana ritorno all'ambulatorio per l'ecografia ma il medico mi comunica che il bambino era morto da qualche giorno per cui bisognava procurare il parto. Mi crolla il mondo addosso. Anche mia figlia, che mi aveva accompagnata, ha avuto questo dolore. Sono stata male per parecchio tempo: tutto quello che mi girava intorno non mi interessava. Volevo denunciare il medico che mi aveva fatto l'amniocentesi perché non riuscivo a spiegarmi perché mi era successo questo; a me, che durante le gravidanze non avevo mai avuto problemi.Cercavo conforto e andai nella Chiesa Cattolica, ma non sentivo nulla. Cercavo una risposta. Nello stesso anno, mio suocero è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico: si respirava aria pesante a casa mia. Mio marito aveva bisogno di me ed io c'ero, ma ero in cerca di qualcosa, di risposte, finché un giorno, dopo aver rimandato tante volte per esigenze familiari, decido di entrare in una Chiesa Evangelica. Il Signore quel giorno mi ha chiamata e mi ha aperto gli occhi, il cuore e la mente. Quel giorno è stato un giorno speciale; Dio mi ha fatto trovare il mio Salvatore: Gesù Cristo. Io sono cresciuta senza la guida e l'amore di un padre; solo mia madre non mi bastava, ma Dio mi ha perdonata ed io ho trovato un Padre Speciale. Da quel giorno sto cercando di migliorare la mia vita spirituale con la grazia e l'aiuto di Dio. Spero che questo messaggio possa giovare anche ad una sola persona: questo mi fa stare bene. Sono felice di essere una figliola di Dio.

sorella Maria

  
 

 

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