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Catania-Librino Chiamati ad abbattere le barriere nel nome di Gesù

Da Riforma • numero 27 • 10 luglio 2015 • pagina 6

Un’occasione di dialogo reale e una sfida a trovare punti di contatto sempre nuovi e motivanti. È questo l’asse portante dell’evento «Oltre il muro di Librino. Chiamati ad abbattere le barriere nel nome di Gesù», tenutosi nella chiesa cristiana battista di Catania-Librino, dal 18 al 21 giugno 2015 e che ha visto la presenza di numerose presenze del mondo cristiano tra le quali: le chiese pentecostali Adi, l’Esercito della Salvezza, le chiese battiste, la chiesa valdese, le chiese pentecostali libere, la Chiesa internazionale, la Chiesa apostolica, la diocesi cattolica di Catania e il Movimento dei focolarini.

Nella convinzione che ciò che unisce è molto più di quello che divide, durante la conferenza «Forti radici per crescere e grandi ali per volare», i relatori Paolo Lombardo (pastore Adi) e Raffaele Volpe (presidente Ucebi) hanno posto le basi storiche e spirituali indispensabili per cominciare ad affrontare un vero percorso di comunione, che sia visibile senza ambiguità e che allo stesso tempo si arricchisca della diversità di ognuno. Alla conferenza è seguito un question time moderato dal professor Salvatore Loria, docente di teologia e comunicazione, che è stato un

ulteriore momento di arricchimento e confronto. Non un incontro ecumenico dunque, ma un’occasione di formazione e informazione, perché sono ancora molti i pregiudizi da superare affinché dalla conversazione si passi al dialogo vero. A partire dall’analisi dell’opera rock «The Wall» dei Pink Floyd, il muro di mattoni è stato posto come simbolo di quel muro mentale che ci fa percepire l’altro come lontano e ostile, e che diventa una barriera contro l’estraneo o l’ignoto. Ed è sempre il muro, come metafora del limite umano, l’immagine che meglio rappresenta l’ultimo celebre discorso del pastore battista Martin Luther King, che va sotto il nome di «I’ve been on the Mountain top», pronunciato proprio in una chiesa pentecostale di Memphis. 

Al pastore Lombardo è stato affidato il compito di tracciare un excursus biblico-storico sul battesimo dello Spirito Santo, dai primi esempi nelle Scritture fino alla recente esperienza di Azusa Street, che è ormai considerata da molti la chiesa madre del Pentecostalesimo e che è stata il punto di partenza per un rinnovamento spirituale che da Los Angeles è giunto fino in Galles, e poi anche in Italia.

Il presidente Raffaele Volpe ha invece offerto uno spaccato storico-teologico del Battismo, con particolare riferimento al principio distintivo della libertà di coscienza. La storia del battismo, da Thomas Elwys fino a James Wall e Edward Clarke, mostra l’importanza dello spazio della coscienza, luogo dell’incontro intimo e personale con Dio. La coscienza liberata dallo Spirito quindi non innalza un muro contro gli altri, ma diventa lo spazio esclusivo che Dio occupa e che nessuno può invadere.

Battismo e Pentecostalesimo insieme testimoniano il soffio impalpabile dello Spirito di Dio che plasma, smussa e allo stesso tempo fa emergere le diversità, che non sono più un ostacolo da abbattere ma una sfida a condividere e a donarsi all’altro. Ed è proprio sulla strada del dono di sè che si pone l’iniziativa della festa della mensa della solidarietà «Progetto Cristo» di giovedì 18, divenuta ormai una solida realtà interamente sostenuta dall’opera volontaria dei membri della chiesa battista di Catania-Librino, mentre la «Festa della gioia» di sabato 20 giugno è stata un momento di fraternità, animata dalla musica della band di Sara Leonardi e dal gruppo musicale della chiesa. Alla festa hanno partecipato credenti provenienti da ogni parte della provincia e rappresentanti del mondo cattolico.

Esistono muri che separano popoli. Ci sono muri con filo spinato e soldati pronti a sparare, e muri invisibili creati dal pregiudizio, dall’intolleranza, dalle convenzioni e dai preconcetti. A volte le nostre deboli iniziative si infrangono contro queste barriere escludenti, altre volte, come è avvenuto a Librino, qualche mattone cade da questi invisibili muri lasciando intravedere l’orizzonte rassicurante della comunione.

  
 

 

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